Le terre del vino Chianti

Le terre del vino Chianti - Consorzio Vino Chianti
La Toscana, amore a prima vista

Che sia una terra incantata è cosa che balza agli occhi immediatamente.

La Toscana, con la sua eterogeneità di paesaggi che si dispiegano dagli austeri e silenziosi Appennini attraverso morbide colline ordite di borghi senza tempo, fino all’orizzonte tra macchia e sabbia del Mar Tirreno, rappresenta un unicum per biodiversità ed eclettismo produttivo.

La Toscana è la terra del vino Chianti: Firenze, Siena, Arezzo, Pisa, Pistoia e Prato sono le province che rappresentano i nostri luoghi di vocazione produttiva, i cui suoli coltivati da secoli a vite e delimitati dal disciplinare, disegnano quegli scenari inconfondibili impressi nell’immaginario collettivo di ogni appassionato.

A queste sei province sono imputate attualmente sette cosiddette “sottozone” di produzione: «Chianti Colli Aretini», «Chianti Colli Fiorentini», «Chianti Colli Senesi», «Chianti Colline Pisane», «Chianti Montalbano», «Chianti Montespertoli» e «Chianti Rufina».

Mappa Terre del Chianti

Città e capoluoghi, come sette scrigni di bellezza e sette custodi di sapere, dove lo stile Chianti si esprime in maniera più confidenziale, in un eccezionale caleidoscopio.

Questo ambiente unico per conformazione e cultura, plasmato dal lavoro dell’uomo, attraversato da dolci colline a grandi terrazze, da vallate e da fiumi, con vigneti erti e punteggiato di olivi e boschi, è diventato simbolo stesso di toscanità.

Oggi le antiche cantine diventano architetture da visitare e luoghi di turismo da vivere intensamente.

Dal punto di vista geologico il territorio del Chianti, può essere suddiviso in quattro sistemi, in ordine di età di formazione decrescente: dorsali preappenniniche mio-eoceniche, le colline plioceniche, la conca intermontana del Valdarno Superiore con i depositi pleistocenici, ed i depositi alluvionali. L’altitudine dei terreni collinari coltivati a vite è compresa mediamente fra i 200 ed i 400 m.s.l.m. con giacitura ed orientamento adatti.

Il clima del comprensorio può essere tecnicamente definito continentale, da umido a subumido: dalle cineree giornate di novembre grondanti di piogge e fitte nebbie, per comignoli sbuffanti di candido nei crudi e sordi freddi di gennaio, a volo confuso di rondine tra ginestre e giaggioli nelle fragranti primavere; poi caldo torrido, urla scalcianti di bambini e canzoni antiche ululate alla luna, nelle aie polverose d’estate. Tiepidi autunni, al tempo della vendemmia e della svinatura. Caldarroste al canto del primo fuoco. Canti di fagiano, da lontano, nei colori dell’ambra.

add_a_photo Martino Dini

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